Racing Stuff

Un pò di contorno al mondo delle corse.


Audi R18 n. 2 – Sebring 2012 Winner (Allan McNish/Tom Kristensen/Rinaldo Capello)

Ok non è una F1… ma parliamo di una delle vetture più cattive degli ultimi anni. Questa dovrebbe essere quella guidata da Capello, McNish e Kristensen alla 12 ore di Sebring nel 2012, esattamente come è arrivata al traguardo

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Si tratta di un ritorno alla forma coupè da parte dell’Audi nella serie sport prototipi, che rimpiazza la classica barchetta, ovvero parliamo di un abitacolo chiuso.

La trasformazione aerodinamica si è resa necessaria dopo il cambio regolamentare dell’ACO per le vetture LMP1 dal 2011 che ha ridotto di molto le dimesioni dei motori diesel (da 5,5 a 3,7 litri) e contemporaneamente ha limitato i tempi dei pit stop, rendendo di fatto inutili i vantaggi di una vettura “aperta”.

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Davvero notevole il lavoro dei progettisti, parliamo di una vettura che non ha nulla da invidiare a una Formula 1 sotto l’aspetto della ricerca aerodinamica.

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La vettura è sporca, rotta, alcune appendici sono legate con nastro adesivo, esattamente come è rientrata ai box dopo 12 ore di corsa. Trovo questa scelta spettacolare, ogni graffio, ogni ammaccatura racconta qualcosa di quella corsa.

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Molto interessanti i fari LED. Molti non sanno che questo tipo di vetture gareggia contro auto di categorie inferiori notevolmente meno potenti. I piloti della categoria LMP1 sono quindi costantemente impegnati in doppiaggi. Per agevolare leggermente tali operazioni il team Audi ha dotato le proprie vetture di fari LED dalla forma di un “1” al contrario, in modo che negli specchietti degli avversari sia visibile immediatamente il n. 1. Considerando che dal 2000 al 2013 l’Audi ha vinto 12 volte a Le Mans… se lo possono permettere!

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Tag Heuer – Al polso di tutti i più grandi campioni

Tra le grandi maison di orologeria la più legata all’ambiente delle corse è sicuramente la Heuer, fondata da Edouard Heuer nel 1860.

Già negli anni 60-70 l’azienda era conosciuta per i suoi fantastici orologi tra cui Monaco, Autavia, Carrera, Monza e legata a grandi team di F1 come Ferrari e Williams, oltre che al mondo delle corse in generale anche grazie a film Le Mans del 1971 dove Steve McQueen trasformò il marchio in leggenda.

Nel 1985 Mansour Ojjeh e la sua Techniques d’Avant Garde (TAG) dopo essere entrati nella proprietà della McLaren F1 di cui diventano anche fornitori di motori (insieme a Porsche), acquistano la Heuer che da quel momento in avanti diventerà semplicemente TAG HEUER.

Negli anni sono stati tantissimi i piloti che hanno indossato un Tag Heuer. Ayrton Senna, Kimi Raikkonen, Alain Prost, Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Gilles Villeneuve, Clay Regazzoni, Niki Lauda solo per citare i più famosi.

I miei modelli preferiti sono il Carrera (di cui sono fortunato possessore di un automatico datejust e un cronografo) e il Monaco.

Partiamo da Jochen Rindt, uno dei grandissimi piloti degli anni sessanta, diventato campione del mondo nell’anno 1970 dopo aver perso la vita a Monza.

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Curioso che anche Bruce Mclaren, fondatore della McLaren, indossasse un Heuer. Chissà se immaginava che 25 anni dopo la sua monoposto si legasse per sempre con la maison svizzera.

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Anche Jo Siffert indossava Heuer

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Il campione del mondo 1961 Phil Hill

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Il mitico Dan Gurney

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Il compianto Clay Regazzoni

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Niki Lauda ai tempi della Brabham – Alfa Romeo

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e qualche anno dopo, rispolverando un Vintage

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Gilles Villeneuve

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Mario Andretti ai tempi della Lotus

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Jackie Ickx

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Senza dimenticare grandi campioni anche al di fuori della F1, come Jeff Gordon (leggenda della Nascar)

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Tom Kristensen 8 volte vincitore a Le Mans

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E per finire con gli Heuer, un grandissimo pilota, anche se di fantasia (ma mica tanto poi…) Steve McQueen e il suo Monaco!

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Passiamo ora agli anni più recenti, con i piloti che hanno usato i TAG HEUER. Non si può che partire da Magic, ovvero Ayrton Senna, grandissimo testimonial della casa

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Ed ecco il suo preferito. Recentemente ne è stato battuto all’asta uno che aveva regalato a un meccanico McLaren dopo una pole

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E a proposito di Senna, anche un suo vecchio amico ancora oggi usa Tag Heuer, nonostante l’avesse già fatto ai tempi della convivenza in McLaren… Alain Prost con un Monaco Gulf!

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Michael Schumacher il giorno del suo debutto in F1

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E ai tempi della Benetton

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A fine anni 90 la McLaren torna a vincere con i motori Mercedes e Mika Hakkinen e David Coulthard.

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E i tag continuano a stare al polso dei campioni. Ecco Montoya:

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Alonso:

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Kimi Raikkonen all’epoca McLaren

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E in Ferrari:

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E per finire Lewis Hamilton, vero maniaco dei suoi Tag Heuer:

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E qui con il compagno Jenson Button

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E per finire il più giovane campione del mondo, nell’anno del suo debutto in F1

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(Molte immagini sono tratte dal sito di Jeffrey M. Stein (Atlanta, Georgia) che trovate al seguente indirizzo, utile anche per approfondire sulla storia degli Heuer: http://www.onthedash.com/


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