Tyrrell 008 – Gp Monaco 1978–Patrick Depailler

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Altro modello spettacolare della Spark questa volta con pilotino. Ho sempre amato Depailler per il suo modo di vivere le corse così sfrontato e coraggioso.

il francese partiva solo in terza fila accanto a  Hunt. Alla curva di Sainte Devote Carlos Reutemann, autore comunque di una brutta partenza, è tamponato da Lauda che nell’impatto fora la posteriore sinistra, le sue possibilità di vittoria scemano definitivamente. Va al comando Watson, seguito da Depailler, Lauda, Andretti, Scheckter e Jones.

Al giro 38 John Watson, penalizzato dai freni, va lungo alla chicane del porto e viene superato da Depailler e Lauda. L’austriaco però fora ed è costretto a fermarsi ai box.

Anche il futuro campione del mondo Andretti dice addio alle chanche di vittoria per un guaio tecnico che lo costringe a una sosta ai box. Watson è autore di un altro “lungo” e perde 2 posizioni, passano Scheckter e nuovamente Lauda, che s’installano al secondo e terzo posto rispettivamente.

L’austriaco è scatenato: a 2 giri dalla fine raggiunge e supera anche Scheckter e termina secondo. Patrick Depailler, vince così per la prima volta in carriera nel mondiale, vittoria numero ventuno per la Tyrrell, terza a Monaco, 111esima per la Cosworth. Dietro a lui e a Lauda, c’è Scheckter poi Watson. Con questa vittoria il pilota della Tyrrell si porta al comando del mondiale, purtroppo nel corso della stagione una serie di ritiri lo farà scivolare fino in quinta posizione finale.

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Tyrrell 018 – USA GP 1990 –Jean Alesi

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Una delle monoposto che volevo da più tempo, finalmente prodotta in maniera impeccabile da Spark. Il modello è così curato che c’è addirittura una minuscola fotoincisione per lo sgancio rapido dell’estintore. Roba da ammirare con la lente di ingrandimento.

Monoposto che desideravo anche per la storia di uno dei Gp più belli.

La gara si svolge con un cielo nuvoloso. Berger partiva in pole e riesce a mantenere la posizione nei confronti di Martini, che partiva al suo fianco, ma viene sopravanzato da Alesi. Il pilota francese, quasi esordiente, passa così al comando del Gran Premio, prendendo immediatamente il largo sugli inseguitori e accumulando un vantaggio di 2.4 secondi al termine del primo passaggio

Nel frattempo Senna comincia a rimontare e passa Martini e Berger. Non sapendo se le gomme di Alesi sarebbero durate fino alla fine della gara, Senna è riluttante a spingere troppo nelle fasi iniziali di gara ma dopo 30 giri Alesi mantiene ancora la testa della corsa.

Dopo aver atteso pazientemente l’opportunità migliore per passare il rivale, Senna attacca Alesi una prima volta nel corso del 34º passaggio, infilandolo all’interno della prima curva del circuito dopo il traguardo, a destra, ma il francese resiste tenacemente alla manovra del pilota della McLaren, rimanendogli affiancato sul breve rettilineo seguente e ripassandolo alla curva successiva, nella quale aveva una traiettoria favorevole; non può però replicare al sorpasso che il brasiliano gli infligge una tornata più tardi, nello stesso punto in cui si era sviluppato il tentativo precedente.

Dopo diversi tentativi di riconquistare il comando, Alesi decide di preservare le gomme e di lasciar andare Senna. In testa alla corsa, Senna allunga nettamente su Alesi, portando il suo vantaggio sul rivale a 28.5 secondi prima di dover rallentare per problemi al motore, che comunque non gli impediscono di tagliare il traguardo in prima posizione proprio davanti al francese.

Red Bull RB6–Vettel

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Dopo averla attesa per mesi, chissà per quale motivo, nell’autunno 2011 la Minichamps rilascia la monoposto campione del… 2010!

Piccola sorpresa per il prezzo, aumentato a quasi sessanta euro e per le dimensioni del box (immagino la felicità di chi non le ripone in una vetrina). Per il resto, ottima qualità complessiva, ormai quasi a livello di un kit montato di medio livello.

Monoposto molto bella da vedere con cui Sebastian Vettel ha vinto il mondiale 2010 beffando Alonso e Webber nell’ultima corsa dell’anno.

Ferrari F10 Alonso

Modello speciale per molti versi. E’ il primo “commerciale” con i bar code (Grazie, hanno aspettato a legalizzarli nell’anno in cui la F1 in generale li ha abbandonati).

Ma è anche il modello della prima vittoria di Nando in Ferrari a ricordare una stagione tutto sommato buona per lui e per i tifosi del cavallino.

Anche la Hot Wheels sta migliorando parecchio le sue creazioni, siamo quasi arrivati a non vergognarci quando li mettiamo nella teca insieme agli altri!

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Racing Stuff

Purtroppo il tempo con gli impegni lavorativi è sempre meno. Ho pertanto eliminato la sezione fotografia, perchè l’ultima cosa decente prodotta l’avevo postata qualche secolo fa. Mi dedicherò quindi ad una meno impegnativa sezione dedicata al mondo delle corse. Sono partito da un marchio legato alle corse in modo speciale, l’azienda di orologi Tag Heuer, cercando di capire chi per passione o per motivi commerciali ha usato un Tag nel mondo delle corse.

Andando a ritroso nel tempo ho scoperto che gli orologi della maison svizzera sono o sono stati al polso di Hamilton, Button, Alonso, Raikkonen, Hakkinen, Schumacher, Vettel, Senna, Prost, Lauda, Hill, Rindt, Andretti. Solo i nomi che ho sopra elencato sono 28 titoli mondiali!

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Se ci mettiamo dentro anche Steve McQueen, Brad Pitt, Tiger Woods, Di Caprio e tutti gli altri personaggi famosi che hanno “vestito” Tag Heuer si capisce perchè questo orologio, pur non essendo pregiato come “Rolex” o “Omega” sia uno dei miei brand preferiti.

Piccola curiosità, e qui credo non si tratti di sponsorizzazioni…

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Stefan Bellof

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Tutti noi ricordiamo il Gp di Monaco 1984 come quello in cui Ayrton Senna si mostrò per la prima volta al grande pubblico.

La gara partì sotto il diluvio e Bellof, qualificatosi 20, rimontò fino alla tredicesima posizione in un giro. Nei giri seguenti inanellò spettacolari sorpassi ai danni di Keke Rosberg e René Arnoux fino ad arrivare terzo, appena alle spalle di Senna, quando Ickx (in quella occasione direttore del Gp) fermò la garà.

Due gare dopo, a Montreal, la svolta nell’anno di Bellof e della Tyrrell: alcune analisi dell’acqua rivelarono pallini di piombo e tracce di idrocarburi; il sospetto era che le monoposto corressero sottopeso. Fu squalifica per il team inglese e vennero annullati i risultati ottenuti.

Stefan morì nel 1985 a Spa in un tentativo di sorpasso a Ickx (ancora lui…) in una gara di prototipi con la Porsche 956B.