Mercedes F1 – W05

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La vettura dominatrice del campionato 2014. Sedici vittorie in diciannove gare ovvero la monoposto che ha ottenuto più successi in una singola stagione, superando la Ferrari F2002 e la McLaren MP4/4. E’ la monoposto più vincente della storia in Formula 1 insieme alla McLaren M23, che fu però utilizzata in più stagioni per un totale di 80 Gran Premi.

Ha ottenuto 18 pole position in 19 gare.

Modello che rappresenta la monoposto che ha corso in Cina con Hamilton al volante.

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Lotus 99T – Gp Monaco

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La Lotus 99T era una vettura da Formula 1 progettata da Gérard Ducarouge per la stagione 1987. Dopo che la Renault si era ritirata dalla Formula 1 alla fine del 1986 la Lotus firmò un accordo con la Honda per utilizzare il loro potente motore turbocompresso da 1.500 cc. Come parte dell’accordo la Lotus ingaggiò Satoru Nakajima come compagno di squadra di Ayrton Senna. Sponsor principale divenne la Camel che sostituì la John Player Special.

La Lotus 99T era il primo telaio prodotto da questo Team dotato di sospensioni attive. Il sistema manteneva costante l’altezza del telaio evitando movimenti di rollio o beccheggio anche se aumentava il peso della vettura e toglieva una piccola quantità di potenza al motore. Ducarouge cercò di migliorarne il più possibile le prestazioni passando molte ore nella galleria del vento.

La 99T si dimostrò competitiva e con Ayrton Senna durante la stagione vinse in due gare e ottenne altri sei podi. La vettura era molto efficace sui circuiti lenti e irregolari come quelli di Monaco e Detroit, dove Senna si aggiudicò il primo posto. Con questi risultati sia Senna che la Lotus chiusero la stagione conquistano il terzo posto in campionato. Senna concluse la stagione con la vittoria nel Gran Premio degli Stati Uniti per poi passare alla McLaren nella stagione successiva.

La 99T fu aggiornata nel 1988 come Lotus 100T. La vettura era, dal punto di vista tecnico, immutata tranne che per la sezione anteriore che era stata riprogettata. Inoltre il passo era stato allungato e la sezione posteriore era ora più rigida. La nuova prima guida fu Nelson Piquet che utilizzò la vettura ottenendo buoni risultati ma senza ottenere alcuna vittoria in gara.

(Fonte Wikipedia)

James Hunt “The Shunt”

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Casco scala 1:8 Spark

James Simon Wallis Hunt (Londra, 29 agosto 1947 – Londra, 15 giugno 1993) è stato il vincitore del Campionato mondiale di Formula 1 ’76 ma oggi sembra essere più popolare che mai, anche per il film Rush, dove viene narrata la sua rivalità (abbastanza gonfiata) con Lauda.

Soprannominato Hunt “The Shunt”, cioè “Hunt lo schianto” per indicare i suoi frequenti incidenti,corse per la maggior parte della sua carriera in Formula 1, categoria in cui vinse 10 Gran Premi. Terminata la carriera di pilota a soli 31 anni divenne commentatore televisivo per la BBC, mantenendo tale ruolo fino alla morte, avvenuta il 15 giugno 1993 a seguito di un attacco cardiaco.

James Hunt nacque il 29 agosto 1947 a Belmont, nel Borgo londinese di Sutton, secondo figlio di Sue e Wallis Hunt. Una settimana dopo il suo diciassettesimo compleanno prese la patente e affermò che da quel momento la sua vita era veramente iniziata. Prima del suo diciottesimo compleanno, si recò a casa di Chris Ridge con cui faceva coppia nelle gare di doppio nel tennis. In questa occasione conobbe suo fratello Simon, pilota di Mini, che stava preparando una gara per il fine settimana. Hunt si recò con loro a Silverstone per vedere la gara e rimase affascinato dal mondo dell’automobilismo.

Hunt cominciò la propria carriera di pilota nelle corse con le Mini. Si iscrisse per la prima volta in una gara a Snetterton, ma i commissari di gara gli impedirono di partecipare perché giudicarono la sua vettura irregolare. Per poter partecipare ad altre corse lavorò quindi per una compagnia telefonica, procurandosi i soldi necessari per disputare altre tre gare.

Nel 1968 passò alla Formula Ford, correndo con una Russell-Alexis Mk 14 che il pilota pagò a rate. All’esordio, nonostante un errore nel settaggio dell’accensione del motore, che gli fece perdere 15 cv, riuscì a concludere al quinto posto. Ottenne la sua prima vittoria sul circuito di Lydden Hill e a Brands Hatch fece segnare il giro record.

Nel 1969 Hunt fece il suo debutto nel campionato di Formula 3 alla guida di una Meryln Mk11A. Con questa vettura ottenne diverse vittorie, tanto che la British Guild of Motoring Writers lo premiò a fine anno come uno dei piloti inglesi più promettenti per il futuro.

L’anno seguente fu poi protagonista di un controverso incidente con Dave Morgan durante la gara svoltasi al Crystal Palace. Dopo aver duellato per tutta la gara, durante l’ultimo giro, Morgan attaccò Hunt all’esterno della curva South Tower, ma le due vetture si toccarono ed entrambi i concorrenti furono costretti al ritiro. Hunt, una volta sceso dalla propria vettura, raggiunse Morgan e lo prese a spinte, facendolo cadere a terra. Entrambi i piloti vennero convocati dalla RAC che, dopo aver analizzato le sequenze dell’incidente, assolse Hunt e punì Morgan con una sospensione di un anno della licenza per correre. Lo stesso anno Hunt si incontrò anche con John Hogan e Gerry Birrell, stringendo un accordo di sponsorizzazione con la Coca Cola.

La carriera di Hunt continuò alla March, con cui si accordò per disputare la stagione 1972. Dopo un inizio di stagione che lo aveva visto cogliere un podio e alcuni piazzamenti a punti, nella gara a Zandvoort fu costretto a fare da spettatore. La March gli comunicò a maggio l’intenzione della scuderia di sostituirlo con Jochen Mass. Hunt si rivolse quindi al suo ex team manager Chris Marshall, che gli mise a disposizione una vettura di riserva, ma spesso venne costretto al ritiro a causa di vari guasti meccanici.

Terminata l’esperienza con la March, Hunt venne assunto dalla Hesketh per correre in Formula 2. Nonostante la stagione si stesse rivelando fallimentare Lord Hesketh decise comunque di tentare il passaggio in Formula 1.

Hunt fece il proprio debutto nel 1973 al Gran Premio di Monaco, alla guida di una March 731 acquistata dal team di Lord Alexander Hesketh. Lo sviluppo della monoposto fu invece affidato ad Harvey Postlethwaite. Inizialmente le altre scuderie non presero troppo sul serio la partecipazione della squadra inglese al campionato, ma ben presto Hunt cominciò ad ottenere risultati rilevanti: in Francia conquistò un sesto posto, mentre in Gran Bretagna giunse quarto e fece segnare il giro più veloce. Andò, poi, a podio due volte, arrivando terzo in Olanda e secondo negli Stati Uniti. Concluse quindi all’ottavo posto in campionato con quattordici punti ottenuti.

Lo stesso anno fece breve apparizione alla 9 Ore di Kyalami, guidando in coppia con Derek Bell e giungendo secondo. Vinse anche il Trofeo Campbell, assegnato dalla RAC, come miglior pilota britannico dell’anno.

Hunt ottenne i migliori risultati alla guida della McLaren. Uomo dal carattere irruente ed anticonformista, ebbe spesso contrasti con l’ambiente delle corse automobilistiche. Nel 1976 si aggiudicò il titolo di campione del mondo di Formula 1 precedendo di un solo punto il ferrarista Niki Lauda. La stagione sembrava ormai di marchio Ferrari con Lauda protagonista. L’incidente al Gran Premio di Germania occorso a Lauda permise a James Hunt di recuperare gran parte dello svantaggio accumulato in campionato, proponendosi come principale avversario del pilota Ferrari. Lauda tornò al volante dopo soli 42 giorni dall’incidente, al Gran Premio di Italia. Il duello con Hunt proseguì fino all’ultima gara, il Gran Premio del Giappone sul circuito del Fuji.

La gara venne corsa sotto una pioggia torrenziale, e Lauda, nel corso del secondo giro, preferì fermarsi ai box e ritirarsi per la pericolosità delle condizioni. Hunt proseguì ed ottenne il piazzamento necessario a vincere il titolo. L’inglese rimarrà in McLaren anche per i due anni successivi, conquistando tre vittorie (Gran Bretagna, Stati Uniti Est e Giappone), tutte nel 1977. Hunt con questo episodio siglò un record anomalo: è infatti riuscito ad essere in testa alla classifica mondiale solamente una volta, ma fu proprio quella della sua vittoria del mondiale record eguagliato nel 2010 da Sebastian Vettel.

Fece scalpore, la stagione successiva, la sua polemica con Riccardo Patrese riguardo alle cause dell’incidente in cui perse la vita a Monza Ronnie Peterson nel corso del Gran Premio d’Italia 1978: inizialmente fu attribuita a Patrese la causa del terribile incidente con le accuse che partirono da Hunt prima di essere appoggiate dagli altri corridori. Successivamente nuove riprese televisive evidenziarono come le “responsabilità” dovessero essere ripartite fra più piloti, tra cui lo stesso Hunt.

Nel 1979 passò alla Wolf, sostituendo Jody Scheckter e firmando un contratto annuale da ottocento milioni di lire.[13] Il pilota inglese, in cerca di rilancio, sperava di poter competere, se non per la vittoria del titolo mondiale, almeno per la conquista di qualche gara. In realtà la WR7, con cui la scuderia canadese intendeva disputare la stagione, si rivelò scarsamente competitiva e molto difficoltosa nella messa a punto.Hunt, sempre più demotivato di gara in gara, alla vigilia del Gran Premio del Sudafrica, annunciò il suo ritiro a fine anno,salvo poi anticiparla al termine della corsa di Monaco. L’addio che diede al mondo delle corse fu al vetriolo: “Lascio ora e definitivamente perché – nel mondo della F1 – l’uomo non conta più!”, ebbe a dire durante un’intervista.

(http://it.wikipedia.org/wiki/James_Hunt)

Vettel III – Red Bull 2012

Ecco la RB8 di Sebastian Vettel

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Dopo una stagione notevolmente più difficile del 2011, Seb riesce comunque a mettere di fila una serie di vittorie nel finale di stagione e con gare toste riesce comunque a battere Alonso.

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Minichamps sforna un modello praticamente a livello di un Kit montato. Notevole qualità, spessori ottimi, colori giusti. L’unico problema con Vettel è sempre collocare il casco con il Gp, visto che ne cambia uno a gara.

Lewis Hamilton Helmet 1:2

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Fantastica riproduzione in scala 1:2 del casco di Lewis Hamilton. Il casco è utilizzato nella stagione 2013, la prima in Mercedes, che ha fruttato molte pole e una vittoria (per ora) in Ungheria. Considerato il rendimento delle McLaren nel 2013, Lewis ha fatto un affare…

Veramente completo in ogni componente, il casco è marchiato Mercedes AMG Petronas. 

Un ringraziamento particolare a mio fratello che me lo ha regalato per il mio trentaduesimo compleanno.

Ligier Js11-15 – Didier Pironi

La Spark continua nella realizzazione di ottimi modelli delle F1 anni 70/80. La chicca è, come sempre, la presenza delle decal nella confezione.

Come vedete il modello è specifico per il Gp del Belgio, dove Pironi vinse.

Dopo lunghe ricerche in cui ho trovato dove andavano posizionate (quasi) tutte le decal, ecco il risultato:

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La cura dei dettagli è così elevata che ho davvero faticato a posizionare tutte le decal sul pilota e sulla tuta.

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Il modello ha inoltre un forte valore affettivo in quanto è tornato con me da Londra, dove mi trovavo in viaggio di nozze.

Red Bull RB7 – Vettel – stagione 2011

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Fortunatamente quest’anno Minichamps ha sfornato il modello campione del mondo a pochi mesi dalla fine del mondiale. Il modello è di ottima fattura, leggermente inferiore alla qualità Spark e abbastanza caro, tutto sommato nel complesso il rapporto qualità prezzo è accettabile. All’interno dell’abitacolo hanno addirittura inserito una decal color carbonio, gli adesivi di omologazione FIA e quello della mappa del circuito.

Questa monoposto resterà nella storia, ovviamente insieme al pilota che l’ha guidata al mondiale come una delle più vittoriose di tutti i tempi, al pari della Williams Fw14 di Mansell e delle Ferrari F2002 e F2004 di Schumacher.

La Red Bull nonostante un mediocre Webber vince il mondiale costruttori con 12 vittorie e 650 punti lasciando la McLaren a 497 e la Ferrari a 375.

Più impressionanti i numeri di Vettel: 11 vittorie, 17 podi, 15 pole (record) e 392 punti nel mondiale piloti contro i 270 di Button, i 258 di Webber, i 257 di Alonso e i 227 di Hamilton.

Vettel diventa anche il più giovane bicampione del mondo di sempre, record che si aggiunge a quello di più giovane campione del mondo di sempre, più giovane vincitore di un Gp, autore di una pole, autore di un giro veloce e più giovane a salire sul podio.

La Red Bull, disegnata ancora da Newey, è stata la monoposto più copiata della stagione per il suo strano assetto “picchiato” e per l’indubbia supremazia nella gestione degli scarichi soffiati nel diffusore.